CITTÀ DI GRADO E L’EREDITÀ VENEZIANA

Unita alla terraferma da una sottile striscia di terra, Grado custodisce un centro storico dalla grazia veneziana, con campielli e vicoli sorvegliati da pittoresche case dei pescatori strette l’una all’altra: un affascinante mondo a sé dove sembra che il tempo si sia fermato.

Nella splendida cornice di Campo dei Patriarchi si ammirano gli edifici paleocristiani della Basilica di Santa Eufemia, con il Battistero e il Lapidario, e la Basilica di Santa Maria delle Grazie, la più antica di tutta Grado.

La centrale Piazza Biagio Marin, fulcro della vita cittadina, è dedicata al famoso poeta locale: qui emergono i resti dell’antico insediamento della Basilica della Corte. Passeggiando sul lungomare Nazario Sauro, infine, si può godere di uno splendido panorama sul Carso, Trieste e la costa istriana.

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CITTÀ DI AQUILEIA: L’AREA ARCHEOLOGICA E LA BASILICA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Aquileia, importante città dell’Impero Romano e poi principale centro per la diffusione del Cristianesimo nell’Europa del nord e dell’est, rappresenta una straordinaria occasione di conoscenza e regala un’indimenticabile esperienza di visita.

E’ sito UNESCO dal 1998 per l’importanza della sua area archeologica e la bellezza dei mosaici pavimentali che custodisce. Tra tutti, il più grande e conosciuto è quello della Basilica di Santa Maria Assunta, risalente al IV secolo, ma a questo si aggiungono altri preziosi resti musivi di età romana e paleocristiana, che fanno di Aquileia una sorta di capitale del mosaico romano d’Occidente. Oltre al complesso basilicale, meritano una visita anche il Museo Nazionale Paleocristiano e il Museo Archeologico Nazionale.

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RISERVA NATURALE FOCE DELL’ISONZO/ISOLA DELLA CONA

Nei suoi ultimi 15 chilometri, il fiume Isonzo crea una zona umida di circa 2400 ettari con caratteristiche di biodiversità veramente uniche. Paludi di acqua dolce, ma anche vaste zone umide salate, canneti, boschi e praterie compongono la Riserva Naturale Regionale “Foce dell’Isonzo”, istituita nel 1996.

E’ l’habitat ideale per tante specie animali e in particolare per gli uccelli, residenti e migratori. Non a caso è stata riconosciuta come la migliore area d’Italia per il birdwatching. Il suo cuore è l’Isola della Cona che ospita il centro visite.

L’integrità dell’area è garantita da costanti interventi ambientali ed è affidata anche agli stessi animali, come i cavalli Camargue che vivono liberi nella Riserva e contribuiscono a controllare lo sviluppo delle praterie.

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MUSEO DELLA CANTIERISTICA DI MONFALCONE

Il Museo della Cantieristica di Monfalcone (MuCa), posizionato accanto ai cantieri in cui tuttora si costruiscono le navi da crociera più belle del mondo, racconta la storia del cantiere e della città di Monfalcone attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni: oltre un secolo di storia illustrato utilizzando un linguaggio contemporaneo e servendosi delle più moderne tecnologie multimediali per consentire un’esperienza coinvolgente in una realtà industriale produttiva e viva.

La visita guidata proseguirà con un tour in pullman all’interno dello stabilimento Fincantieri e può essere ulteriormente arricchita da un trekking urbano nel quartiere di Panzano, il villaggio operaio voluto dai fondatori del cantiere, la famiglia Cosulich, nei pressi dello stabilimento.

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PARCO TEMATICO DELLA GRANDE GUERRA DI MONFALCONE

Sulle alture carsiche alle spalle di Monfalcone è possibile visitare il Parco Tematico della Grande Guerra. Esteso su circa 4 kmq, è stato aperto al pubblico nel 2005 ed offre ai visitatori tre diversi ambiti per scoprire ed osservare questa zona di guerra, sede di diverse battaglie tra il giugno del 1915 ed il maggio del 1917.

I primi due ambiti sono dedicati alle strutture del sistema difensivo austro-ungarico occupate dall’esercito italiano nell’agosto del 1916 dopo la vittoria nella Sesta Battaglia dell’Isonzo.

Quota 85, una linea difensiva dotata anche di ricoveri per le truppe, è dedicata ad Enrico Toti, uno dei personaggi italiani più simbolici della Grande Guerra, che qui trovò la morte il 6 agosto 1916. Nel terzo ambito si possono scoprire la trincea Joffre e la Grotta Vergine.

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MONTE SAN MICHELE E SAN MARTINO DEL CARSO

Il Monte San Michele, alto 275 metri, principale bastione difensivo austro-ungarico sul Carso isontino, fu ferocemente conteso fin dal primo anno della Grande Guerra per la sua posizione dominante, la più elevata dell'altipiano carsico.

Propone un suggestivo itinerario tra storia e natura che permette di scoprire strutture quali gallerie cannoniere e tunnel costruiti tra le quattro cime di questo rilievo carsico. Imperdibile il nuovo Museo storico, interattivo e multimediale, capace di offrire un approccio altamente esperienziale, con contenuti 3D e una sala interamente dedicata alla realtà virtuale.

La visita può continuare raggiungendo il vicino abitato di San Martino del Carso, piccola frazione del comune di Sagrado diventata famosa in tutta Italia (e non solo) grazie alla poesia di Giuseppe Ungaretti.

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PARCO DELLA PACE DEL MONTE SABOTINO/SABOTIN PARK MIRU

Il Monte Sabotino, ovvero la cima che sovrasta Gorizia fu, per la sua posizione strategica sopra l’Isonzo, una testa di ponte importante sulla sponda destra del fiume. Nella Sesta Battaglia dell’Isonzo, nell’agosto 1916, l’esercito italiano prese il Sabotino permettendo così l’occupazione di Gorizia.

Il monte è ricoperto da un sistema di trincee e caverne costruite dagli eserciti austroungarico e italiano per fortificare le proprie posizioni, che ora costituisce un museo all'aperto transfrontaliero tra Italia e Slovenia nato nel 2005. 

Il Sabotino, per la sua posizione, è anche un eccellente punto di osservazione: la veduta raggiunge il Monte Santo, il San Gabriele, la valle della Vipava, il Carso, la pianura friulana, il Collio goriziano e le Alpi Giulie.

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CASTELLO DI GORIZIA – LOCALITÀ BORGO CASTELLO

Costruito verosimilmente negli anni intorno al 1100, il castello di Gorizia venne in seguito più volte ampliato e rimaneggiato, tanto da perdere, nel volgere di alcuni secoli, gran parte del suo aspetto medievale. Nel tempo il castello cambiò più volte padrone, passando dalle mani dei conti di Gorizia al dominio asburgico, con le brevi parentesi veneziana e napoleonica, e fu adibito a funzioni differenti (centro amministrativo, caserma, carcere).

Danneggiato dai bombardamenti durante la Grande Guerra, fu ricostruito (e modificato, senza troppo rispetto per l’originale) tra il 1934 e il 1937 a opera della Soprintendenza delle Belle Arti di Trieste e del Genio Militare, che intesero restituirlo al suo aspetto cinquecentesco. Attualmente ospita il Museo del Medioevo Goriziano.

All'interno del borgo sorge la quattrocentesca Chiesetta di Santo Spirito e, nelle vicinanze, il bell'edificio seicentesco dei conti Formentini, ora, assieme alle case Dornberg e Tasso, sede dei Musei Provinciali che presentano ricchissime collezioni artistiche (di particolare interesse quelle riguardanti il fertilissimo e creativo periodo del Novecento isontino) e il prestigioso Museo della Guerra, con le testimonianze del primo conflitto mondiale.

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PERCORSO STORICO DEL BRESTOVEC

A poca distanza dalla cima del San Michele è stato inaugurato nell’ottobre 2012 il Percorso Storico del Monte Brestovec. In questo caso non sono state semplicemente recuperate le strutture militari, ma si è voluto costruire un vero e proprio percorso storico-didattico mirato ad una riflessione critica sulla guerra, sulla pace e sulla vita dei soldati al fronte.

L’itinerario è immerso nella tipica vegetazione carsica: dopo una camminata di circa mezz’ora si giunge alla linea trincerata, prima tappa del percorso. Seguendo il suo andamento lungo il costone nord-orientale è possibile, dopo aver superato un osservatorio risalente alla Guerra Fredda di riprendere il sentiero che in pochi minuti porta alla Cannoniera del Monte Brestovec, senza dubbio il punto più interessante dell’intero percorso.

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VIA RASTELLO E PIAZZA VITTORIA

Via Rastello, una delle più caratteristiche vie del centro, in epoca medioevale era chiusa da un cancello (il "rastello" da cui deriva il suo nome), che separava la città dal contado. Tale via fu per secoli il principale asse commerciale cittadino, dove sorgevano numerose le botteghe di mercanti e artigiani.

Ora è una suggestiva via pedonale che sbuca in Piazza Vittoria, la più ampia della città, su cui si affaccia la Chiesa di Sant'Ignazio, costruita dai Gesuiti dal 1654 al 1767.
A caratterizzarne la facciata sono due alte torri campanarie, coronate da cupole a cipolla.

Nella Piazza spicca la Casa Torriana, di origine cinquecentesca, oggi sede della Prefettura. Fra i molti ospiti illustri che vi abitarono, ci fu anche Giacomo Casanova, che vi soggiornò nel 1773 e che nelle sue "Memorie" racconta anche di questa sua sosta goriziana. 
Al centro della Piazza si trova la Fontana del Nettuno, eseguita verso la metà del 1700 dal padovano Marco Chiereghin su progetto di Nicolò Pacassi.

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